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Cosa fare in caso di decesso

Cosa fare in caso di decesso



In caso di decesso di una persona cara bisogna occuparsi di diverse questioni burocratiche, analizziamo le principali:

Successione

E' il passaggio di patrimonio da una persona a un’altra a causa di morte.

Entro 12 mesi dal decesso, nel caso di possesso di beni immobiliari, va presentata la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate competente, facendo riferimento all’ultima residenza del deceduto.

In seguito, dopo adeguati accertamenti fiscali, sarà quantificata l’imposta di successione che avrà aliquote variabili, in base al grado di parentela e alle quote ereditarie.

La ricevuta del pagamento mediante F23 deve essere presentata insieme alla pratica all’ufficio delle entrate.

Esistono due tipologie di successione: legittima e testamentaria.

Gli obblighi giuridici e tributari differiscono nei due casi.

Se il defunto non ha lasciato testamento, ci troviamo di fronte a una successione legittima.

In questo caso, il patrimonio si trasferisce agli eredi in base al rapporto di parentela definito dalla legge.

Se invece il deceduto ha fatto testamento, l’eredità passa alle persone nominate nel testamento, rispettando le quote in esso stabilite.

Se il testamento lede in qualche modo i diritti di uno o più eredi legittimati può essere impugnato, per ottenere l’eventuale riconoscimento dei diritti.

Gli eredi hanno tre possibilità di scelta di fronte all’eredità: accettarla in modo puro e semplice, accettarla ma con beneficio di inventario o rifiutarla mediante un atto effettuato in tribunale.

Hanno diritto all’eredità: il coniuge, i figli (con quote differenti in base al loro numero), gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli, nel caso il deceduto non avesse figli.

Se il defunto non era coniugato e non aveva figli, hanno diritto all’eredità i parenti entro il 6° grado, nell’ordine e nelle quote indicate dal Codice Civile.

Se sono assenti parenti entro il 6° grado, l’eredità spetta allo Stato.

L’accettazione con beneficio di inventario permette di distinguere il patrimonio del defunto da quello degli eredi che in tal modo non devono pagare possibili debiti ereditati oltre il valore dei beni acquisiti.

L’inventario consiste in un elenco dei debiti e dei crediti (beni mobili e/o immobili) del defunto e va stilato dal cancelliere del tribunale competente secondo il luogo di residenza del deceduto o da un notaio entro 3 mesi dal giorno della morte.

Gli eredi minori, inabilitati o interdetti devono accettare l’eredita con beneficio di inventario; la procedura può essere avviata da uno solo degli eredi.

Si può anche rinunciare all’eredità, in questo caso non si ereditano i beni del defunto, ma neppure i suoi eventuali debiti.

Se ci sono altri eredi, la quota del rinunciatario sarà ripartita tra di loro o trasferita per rappresentazione.

La rinuncia va fatta presso il tribunale competente o presso un notaio.

Il coniuge che rinuncia all’eredità conserva comunque il diritto di abitazione e la pensione diretta.

Dichiarazione di successione: va presentata se il deceduto possedeva fabbricati e/o terreni; se esistono, invece, beni non immobili, deve essere valutato se esiste l’obbligo di presentarla.

In alcuni casi è obbligatorio presentare la dichiarazione: se l’eredità comprende beni immobili, se il defunto possedeva beni immobili e mobili (conti correnti, deposito titoli, ecc.), se il totale dei beni mobili del deceduto ha un valore totale superiore a 25.822 euro, se gli eredi non avevano una parentela in linea retta con il defunto e se il deceduto ha fatto testamento.

Esonero dalla presentazione della dichiarazione: se il defunto non aveva alcun bene immobile intestato, se i beni mobili hanno un valore totale inferiore a 25.822 euro, se gli eredi avevano una parentela in linea retta.

Testamento

Se esiste un lascito testamentario, andrà pubblicato presso un notaio.

La pubblicazione permette ai familiari del deceduto, ai chiamati all’eredità e agli eventuali creditori di conoscere il contenuto del testamento.

Il notaio che si occupa della pubblicazione può anche svolgere tutte le pratiche burocratiche necessarie oppure ci si può rivolgere all’ufficio competente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione si può redigere la dichiarazione di successione e passare poi alla divisione dell’eredità.

Pensione

l’avvenuto decesso va comunicato telematicamente all’istituto previdenziale insieme con la richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) o la riscossione di quanto maturato (pensione indiretta) per gli aventi diritto.

Per la pensione INPS, devono essere avvertite le anagrafi comunali che entro 48 ore dal decesso devono fare la comunicazione per via telematica, utilizzando il canale predisposto dal Ministero dell’Interno (SAIA) o in alternativa (in caso di malfunzionamento di tale canale), direttamente all’INPS, attraverso il servizio dedicato dall’Istituto a tale funzione.

Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono inviare il certificato di accertamento del decesso all’INPS e al Comune, sempre entro 48 ore dal decesso, tramite il servizio online dedicato.

La pensione diretta o di reversibilità spetta ad alcuni familiari superstiti, nel caso in cui la persona deceduta fosse già titolare di una pensione o se ne avesse già maturato il diritto.

I soggetti che possono fare la richiesta di reversibilità sono:

 : Il coniuge; il coniuge separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con “addebito”, se è titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato, se ha diritto all’assegno di divorzio e non si è risposato e se il defunto era già iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia della sentenza di divorzio.

Se, invece, il defunto si era risposato, l’unica quota di reversibilità andrà ripartita tra il coniuge attuale e quello divorziato, secondo quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.

Nel caso in cui uno dei due coniugi titolari della pensione venisse a mancare, quello sopravvissuto avrà diritto alla quota intera.

Se il coniuge che ha diritto alla pensione diretta dovesse risposarsi perderà il diritto alla reversibilità e questa sarà liquidata con una somma 26 volte l’importo della pensione percepita sino alla data del nuovo matrimonio.

 : I figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minori di 18 anni; studenti di scuola media superiore tra i 18 e i 21 anni che non lavorano e sono a carico del genitore deceduto; studenti universitari che non pratichino attività lavorative e siano a carico del deceduto (limitatamente alla durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto di qualsiasi età.

 : I nipoti che sono stati equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati e quindi, compresi tra gli aventi diritto alla pensione di reversibilità, ma devono essere a carico del deceduto (anche se non affidati formalmente a esso) e di età inferiore ai 18 anni.

Banca - Istituti di credito

Se nell’eredità sono compresi conti correnti, depositi titoli, obbligazioni, azioni, fondi di investimento, libretti postali, cassette di sicurezza, buoni postali fruttiferi o altre attività bancarie, è obbligatorio notificare il decesso della persona cara all’istituto bancario o postale presso il quale esistevano tali rapporti.

Oltre alla comunicazione del decesso è inoltre necessario presentare alcuni documenti: il certificato di morte (consegnato dal Comune o dall’impresa di onoranze funebri); la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che deve essere redatta presso l’anagrafe (questo documento certifica chi sono gli eredi e può essere richiesto in Comune o all’ufficio anagrafe da uno degli eredi, e se esiste un testamento, devono essere comunicati all’impiegato gli estremi di pubblicazione dello stesso).

Il conto della persona deceduta, una volta notificato il decesso, è congelato fino alla produzione di un atto notorio che attesti gli eredi.

Se ci sono cointestatari del conto, questi dovranno aprire un altro e variare gli appoggi bancari delle eventuali utenze.

Per sbloccare il conto bisogna presentare i seguenti documenti: dichiarazione della banca, della posta o della finanziaria che elenchi tutte le attività compiute dal defunto e il saldo alla data del decesso; certificato di morte in originale (in carta semplice); certificato di matrimonio con annotazione riguardante il regime patrimoniale del defunto (in carta semplice); fotocopia del documento di identità e codice fiscale del deceduto; stato di famiglia storico del defunto; fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi; stati di famiglia degli eredi; dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe; copia conforme del testamento nel caso il defunto ne abbia lasciato uno; originale della rinuncia all’eredità se uno o più eredi l’hanno presentata; copie dei contratti stipulati con l’istituto di credito (se esistono); copia della sentenza di separazione; buoni postali fruttiferi (copia fronte/retro) se esistenti.

La dichiarazione di credito o di sussistenza, rilasciata dalla Banca o dalle Poste, elencherà in modo dettagliato tutto quello che era intestato al defunto, con i relativi valori riferiti al momento del decesso e sarà emessa dopo la consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Assicurazioni

E' necessario comunicare il decesso e inviare il certificato di morte alle società intestatarie di polizze su infortuni o rischi di morte oppure sull’auto.

Nel caso della polizza RC auto, gli eredi hanno 6 mesi di tempo per eseguire la voltura del veicolo; se ci sono più eredi, il mezzo è cointestato a più soggetti, ma se tutti gli eredi sono concordi, l’auto può essere intestata a uno dei familiari.

Per la successione per eredità e per compiere il passaggio di proprietà si consiglia di rivolgersi ad agenzie di pratiche auto, entro 60 giorni dal decesso.

Nel caso in cui non si esegua l’intestazione a una sola persona, si potranno avere dei problemi di tipo assicurativo, perché alcune compagnie non consentono che la polizza sia emessa per un veicolo con più soggetti intestatari; per risolvere la questione si può inserire nella voltura la persona che usa effettivamente l’auto come primo intestatario.

Se la società assicurativa non accetta tale soluzione, bisogna eseguire una seconda voltura da tutti gli eredi all’utilizzatore, duplicando, però, i costi.

Per quanto riguarda invece la classe di merito non si può attuare la trasferibilità (in base alla legge Bersani) con alcune distinzioni: se il veicolo è intestato a tutti gli eredi non conviventi, la nuova polizza si avvarrà della classe peggiore posseduta da uno degli eredi; se il veicolo, invece, è intestato a tutti gli eredi conviventi, la nuova polizza avrà la classe migliore tra quelle possedute dagli eredi; se il veicolo è intestato a uno solo degli eredi, convivente, si applica la legge Bersani, se è non convivente, la polizza avrà la classe di merito peggiore o uguale a quella in possesso di un’altra persona a lui convivente.

Utenze

Ogni variazione di intestazione deve essere comunicata alle ditte fornitrici dei dispositivi per erogare acqua, gas, luce e utenze telefoniche.

Inoltre, deve essere disdetta o variata l’intestazione della cartella esattoriale relativa alla tassa di smaltimento rifiuti e l’eventuale IMU presso l’ufficio comunale competente.

Abbonamento RAI

Si può disdire tramite raccomandata, altrimenti, è possibile sostituire l’intestatario con qualcuno che non abbia già un altro abbonamento.

Armi da fuoco

Se il defunto possedeva armi da fuoco, munizioni o altro materiale che richiede una specifica denuncia, entro 8 giorni dal decesso, è necessario informare del cambio di detenzione i carabinieri di zona o il commissariato di polizia competente.

I pubblici ufficiali stileranno un verbale di ritrovamento e prenderanno in custodia il materiale dal luogo in cui è conservato; in seguito, si potrà fare richiesta di un nulla osta per poterlo detenere.

Dichiarazione dei redditi

Quella che si riferisce all’anno in cui il defunto è deceduto, deve essere presentata da uno degli eredi, utilizzando il Modello Unico.

Detrazione spese funebri

Si può richiedere una detrazione d’imposta del 19% (294,50 euro) sull’importo di 1.550 euro nell’anno successivo a quello in cui si sono affrontate le spese per il funerale.

Dal 2016, la richiesta di detrazione potrà essere presentata anche da persone che non avevano un legame di parentela con il defunto.

Se più familiari hanno sostenuto le spese del funerale, l’importo detraibile non cambia, eventualmente, gli aventi diritto alla detrazione presenteranno una dichiarazione di ripartizione delle spese.




Cosa fare in caso di decesso



In caso di decesso di una persona cara bisogna occuparsi di diverse questioni burocratiche, analizziamo le principali:

Successione



E' il passaggio di patrimonio da una persona a un’altra a causa di morte.

Entro 12 mesi dal decesso, nel caso di possesso di beni immobiliari, va presentata la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate competente, facendo riferimento all’ultima residenza del deceduto.

In seguito, dopo adeguati accertamenti fiscali, sarà quantificata l’imposta di successione che avrà aliquote variabili, in base al grado di parentela e alle quote ereditarie.

La ricevuta del pagamento mediante F23 deve essere presentata insieme alla pratica all’ufficio delle entrate.

Esistono due tipologie di successione: legittima e testamentaria.

Gli obblighi giuridici e tributari differiscono nei due casi.

Se il defunto non ha lasciato testamento, ci troviamo di fronte a una successione legittima.

In questo caso, il patrimonio si trasferisce agli eredi in base al rapporto di parentela definito dalla legge.

Se invece il deceduto ha fatto testamento, l’eredità passa alle persone nominate nel testamento, rispettando le quote in esso stabilite.

Se il testamento lede in qualche modo i diritti di uno o più eredi legittimati può essere impugnato, per ottenere l’eventuale riconoscimento dei diritti.

Gli eredi hanno tre possibilità di scelta di fronte all’eredità: accettarla in modo puro e semplice, accettarla ma con beneficio di inventario o rifiutarla mediante un atto effettuato in tribunale.

Hanno diritto all’eredità: il coniuge, i figli (con quote differenti in base al loro numero), gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli, nel caso il deceduto non avesse figli.

Se il defunto non era coniugato e non aveva figli, hanno diritto all’eredità i parenti entro il 6° grado, nell’ordine e nelle quote indicate dal Codice Civile.

Se sono assenti parenti entro il 6° grado, l’eredità spetta allo Stato.

L’accettazione con beneficio di inventario permette di distinguere il patrimonio del defunto da quello degli eredi che in tal modo non devono pagare possibili debiti ereditati oltre il valore dei beni acquisiti.

L’inventario consiste in un elenco dei debiti e dei crediti (beni mobili e/o immobili) del defunto e va stilato dal cancelliere del tribunale competente secondo il luogo di residenza del deceduto o da un notaio entro 3 mesi dal giorno della morte.

Gli eredi minori, inabilitati o interdetti devono accettare l’eredita con beneficio di inventario; la procedura può essere avviata da uno solo degli eredi.

Si può anche rinunciare all’eredità, in questo caso non si ereditano i beni del defunto, ma neppure i suoi eventuali debiti.

Se ci sono altri eredi, la quota del rinunciatario sarà ripartita tra di loro o trasferita per rappresentazione.

La rinuncia va fatta presso il tribunale competente o presso un notaio.

Il coniuge che rinuncia all’eredità conserva comunque il diritto di abitazione e la pensione diretta.

Dichiarazione di successione: va presentata se il deceduto possedeva fabbricati e/o terreni; se esistono, invece, beni non immobili, deve essere valutato se esiste l’obbligo di presentarla.

In alcuni casi è obbligatorio presentare la dichiarazione: se l’eredità comprende beni immobili, se il defunto possedeva beni immobili e mobili (conti correnti, deposito titoli, ecc.), se il totale dei beni mobili del deceduto ha un valore totale superiore a 25.822 euro, se gli eredi non avevano una parentela in linea retta con il defunto e se il deceduto ha fatto testamento.

Esonero dalla presentazione della dichiarazione: se il defunto non aveva alcun bene immobile intestato, se i beni mobili hanno un valore totale inferiore a 25.822 euro, se gli eredi avevano una parentela in linea retta.

Testamento



Se esiste un lascito testamentario, andrà pubblicato presso un notaio.

La pubblicazione permette ai familiari del deceduto, ai chiamati all’eredità e agli eventuali creditori di conoscere il contenuto del testamento.

Il notaio che si occupa della pubblicazione può anche svolgere tutte le pratiche burocratiche necessarie oppure ci si può rivolgere all’ufficio competente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione si può redigere la dichiarazione di successione e passare poi alla divisione dell’eredità.

Pensione



l’avvenuto decesso va comunicato telematicamente all’istituto previdenziale insieme con la richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) o la riscossione di quanto maturato (pensione indiretta) per gli aventi diritto.

Per la pensione INPS, devono essere avvertite le anagrafi comunali che entro 48 ore dal decesso devono fare la comunicazione per via telematica, utilizzando il canale predisposto dal Ministero dell’Interno (SAIA) o in alternativa (in caso di malfunzionamento di tale canale), direttamente all’INPS, attraverso il servizio dedicato dall’Istituto a tale funzione.

Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono inviare il certificato di accertamento del decesso all’INPS e al Comune, sempre entro 48 ore dal decesso, tramite il servizio online dedicato.

La pensione diretta o di reversibilità spetta ad alcuni familiari superstiti, nel caso in cui la persona deceduta fosse già titolare di una pensione o se ne avesse già maturato il diritto.

I soggetti che possono fare la richiesta di reversibilità sono:

 : Il coniuge; il coniuge separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con “addebito”, se è titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato, se ha diritto all’assegno di divorzio e non si è risposato e se il defunto era già iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia della sentenza di divorzio.

Se, invece, il defunto si era risposato, l’unica quota di reversibilità andrà ripartita tra il coniuge attuale e quello divorziato, secondo quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.

Nel caso in cui uno dei due coniugi titolari della pensione venisse a mancare, quello sopravvissuto avrà diritto alla quota intera.

Se il coniuge che ha diritto alla pensione diretta dovesse risposarsi perderà il diritto alla reversibilità e questa sarà liquidata con una somma 26 volte l’importo della pensione percepita sino alla data del nuovo matrimonio.

 : I figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minori di 18 anni; studenti di scuola media superiore tra i 18 e i 21 anni che non lavorano e sono a carico del genitore deceduto; studenti universitari che non pratichino attività lavorative e siano a carico del deceduto (limitatamente alla durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto di qualsiasi età.

 : I nipoti che sono stati equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati e quindi, compresi tra gli aventi diritto alla pensione di reversibilità, ma devono essere a carico del deceduto (anche se non affidati formalmente a esso) e di età inferiore ai 18 anni.

Banca - Istituti di credito



Se nell’eredità sono compresi conti correnti, depositi titoli, obbligazioni, azioni, fondi di investimento, libretti postali, cassette di sicurezza, buoni postali fruttiferi o altre attività bancarie, è obbligatorio notificare il decesso della persona cara all’istituto bancario o postale presso il quale esistevano tali rapporti.

Oltre alla comunicazione del decesso è inoltre necessario presentare alcuni documenti: il certificato di morte (consegnato dal Comune o dall’impresa di onoranze funebri); la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che deve essere redatta presso l’anagrafe (questo documento certifica chi sono gli eredi e può essere richiesto in Comune o all’ufficio anagrafe da uno degli eredi, e se esiste un testamento, devono essere comunicati all’impiegato gli estremi di pubblicazione dello stesso).

Il conto della persona deceduta, una volta notificato il decesso, è congelato fino alla produzione di un atto notorio che attesti gli eredi.

Se ci sono cointestatari del conto, questi dovranno aprire un altro e variare gli appoggi bancari delle eventuali utenze.

Per sbloccare il conto bisogna presentare i seguenti documenti: dichiarazione della banca, della posta o della finanziaria che elenchi tutte le attività compiute dal defunto e il saldo alla data del decesso; certificato di morte in originale (in carta semplice); certificato di matrimonio con annotazione riguardante il regime patrimoniale del defunto (in carta semplice); fotocopia del documento di identità e codice fiscale del deceduto; stato di famiglia storico del defunto; fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi; stati di famiglia degli eredi; dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe; copia conforme del testamento nel caso il defunto ne abbia lasciato uno; originale della rinuncia all’eredità se uno o più eredi l’hanno presentata; copie dei contratti stipulati con l’istituto di credito (se esistono); copia della sentenza di separazione; buoni postali fruttiferi (copia fronte/retro) se esistenti.

La dichiarazione di credito o di sussistenza, rilasciata dalla Banca o dalle Poste, elencherà in modo dettagliato tutto quello che era intestato al defunto, con i relativi valori riferiti al momento del decesso e sarà emessa dopo la consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Assicurazioni



E' necessario comunicare il decesso e inviare il certificato di morte alle società intestatarie di polizze su infortuni o rischi di morte oppure sull’auto.

Nel caso della polizza RC auto, gli eredi hanno 6 mesi di tempo per eseguire la voltura del veicolo; se ci sono più eredi, il mezzo è cointestato a più soggetti, ma se tutti gli eredi sono concordi, l’auto può essere intestata a uno dei familiari.

Per la successione per eredità e per compiere il passaggio di proprietà si consiglia di rivolgersi ad agenzie di pratiche auto, entro 60 giorni dal decesso.

Nel caso in cui non si esegua l’intestazione a una sola persona, si potranno avere dei problemi di tipo assicurativo, perché alcune compagnie non consentono che la polizza sia emessa per un veicolo con più soggetti intestatari; per risolvere la questione si può inserire nella voltura la persona che usa effettivamente l’auto come primo intestatario.

Se la società assicurativa non accetta tale soluzione, bisogna eseguire una seconda voltura da tutti gli eredi all’utilizzatore, duplicando, però, i costi.

Per quanto riguarda invece la classe di merito non si può attuare la trasferibilità (in base alla legge Bersani) con alcune distinzioni: se il veicolo è intestato a tutti gli eredi non conviventi, la nuova polizza si avvarrà della classe peggiore posseduta da uno degli eredi; se il veicolo, invece, è intestato a tutti gli eredi conviventi, la nuova polizza avrà la classe migliore tra quelle possedute dagli eredi; se il veicolo è intestato a uno solo degli eredi, convivente, si applica la legge Bersani, se è non convivente, la polizza avrà la classe di merito peggiore o uguale a quella in possesso di un’altra persona a lui convivente.

Utenze



Ogni variazione di intestazione deve essere comunicata alle ditte fornitrici dei dispositivi per erogare acqua, gas, luce e utenze telefoniche.

Inoltre, deve essere disdetta o variata l’intestazione della cartella esattoriale relativa alla tassa di smaltimento rifiuti e l’eventuale IMU presso l’ufficio comunale competente.

Armi da fuoco



Se il defunto possedeva armi da fuoco, munizioni o altro materiale che richiede una specifica denuncia, entro 8 giorni dal decesso, è necessario informare del cambio di detenzione i carabinieri di zona o il commissariato di polizia competente.

I pubblici ufficiali stileranno un verbale di ritrovamento e prenderanno in custodia il materiale dal luogo in cui è conservato; in seguito, si potrà fare richiesta di un nulla osta per poterlo detenere.

Dichiarazione dei redditi



Quella che si riferisce all’anno in cui il defunto è deceduto, deve essere presentata da uno degli eredi, utilizzando il Modello Unico.

Detrazione spese funebri



Si può richiedere una detrazione d’imposta del 19% (294,50 euro) sull’importo di 1.550 euro nell’anno successivo a quello in cui si sono affrontate le spese per il funerale.

Dal 2016, la richiesta di detrazione potrà essere presentata anche da persone che non avevano un legame di parentela con il defunto.

Se più familiari hanno sostenuto le spese del funerale, l’importo detraibile non cambia, eventualmente, gli aventi diritto alla detrazione presenteranno una dichiarazione di ripartizione delle spese.




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